01 Agosto 2007

male

Ero sul pavimento, io e il lamento che implacabile saliva dallo stomaco verso la testa. Soffocavo il pianto e la voce per non far capire quanto facesse male, quanto io fossi debole e sprovveduta. Ho strappato a morsi le lenzuola, ho cosparso la pelle di cera calda perchè dicono che se il tuo corpo fa più male di quello che ti ferisce dentro smetti di sentire dolore. Mi sento persa e sento di essermi lasciata stordire dalle cose. Come se galleggiassi nel vuoto, non ho fame, non ho sete, non ho sonno. Solo voglia di comprendere a che scopo tutto questo. forse passa. Forse dimentico. Forse no. In quel caso sono stata bene a volte quì.
 
29 Luglio 2007

crea un incidente che fa succedere un sogno.

 
24 Luglio 2007

suoni


Quando il sole tocca il viso
il viso tocca il naso
il naso tocca il cielo
il cielo tocca il vuoto
il vuoto tocca il fuoco
il fuoco tocca il cuore
il cuore tocca a te ..... liberare un emozione è facile.
  Cinzia ascolta.....
forse ci si tocca in quell' istante in cui tutto è già stato detto ...negli occhi  che si mangiano i segreti, nei gesti che sfiorano ...il desiderio nasce e si consuma... non c' è nulla da contenere, e non c' è modo di fare altrimenti. La pelle trema, e l' unica cosa da fare è ascoltare quanto è giusto lasciarla fremere in tutto questo senso forzato da dare alle cose. In questi giorni staccati dalla mia vita fuori dalla realtà ascolto in silenzio quanto mi fa stare bene sapere di riuscire ancora a tremare. Pensavo di aver già vissuto tutto... sono appena all' inizio.
 
17 Luglio 2007

mi hai fatto troppo male

e lo sai. Odio i tuoi contorni oscuri, odio il silenzio del tuo genere. So di non farne parte. Odio i tuoi gesti sbagliati, infantili, incapaci, odio la tua assurda farcitura nell'ego che ti fa assomigliare ad un tacchino del ringraziamento oltreoceano, odio i tuoi " vedrai quando saremo felici, vedrai un giorno, vedrai.... quando tirerò fuori le palle" odio il tuo sguardo rivolto altrove, odio il tuo aver aspettato che qualcun' altro parlasse al tuo posto, odio le tue giustificazioni, le tue bugie e il tuo perpetuarti indisturbato in tutto questo. Odio il tuo tutto credo. EPPURE cero ancora di gonfiarmi il cuore soffiandoci dentro il bello che ho visto in te. lucida e folle.
 
16 Luglio 2007

Sylvia Plath



"Pensa. Ne sei capace. Sopratutto non devi fuggire nel sonno-dimenticare i dettagli - ignorare i problemi - costruire barriere fra te e il mondo e le allegre ragazze brillanti - ti prego, pensa, svegliati. Credi in qualche forza benefica al di fuori del tuo io limitato. Signore, signore, signore: dove sei? Ti voglio, ho bisogno di te: di credere in te e nell'amore e nell'umanità..."

Quando scrisse queste frasi aveva 22 anni.


“La vita non ha senso se non la puoi tradurre in versi”.
(Sylvia Plath, 1956)

Voleva fermare l’attimo e renderlo eterno, squarciare il cielo con la sua scrittura inzuppata di poesia e preparare il pranzo ad autori come Joyce e Virginia Woolf.
Sylvia Plath, la poetessa ebrea americana nata a Boston nel 1932 e morta suicida a Londra l’undici febbraio del 1963, cercava uno spazio sicuro dove rifugiarsi.
Un luogo sincero dove dichiarare il suo essere-nel-mondo senza sperimentare un continuo sentimento di nientificazione.


“Non ho consistenza, sono vuota, dietro gli occhi sento una caverna pietrificata, un abisso infernale [...] non so chi sono né dove sto andando...”

Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita [...] La scrittura è necessaria alla sopravvivenza del mio spocchioso equilibrio come il pane per il corpo [...] Ho bisogno di scrivere e di esplorare le profonde miniere dell’esperienza e dell’immaginazione, far uscire le parole che esaminandosi, diranno tutto...”

E’ interessante notare come, alle volte, la Plath incarni il ruolo di madre di se stessa, tentando di abbozzare dei consigli per conquistarsi la considerazione degli altri.


ֿ° aprile. Programma: conquistare amicizie e influenzare gli altri: Evita di bere troppo, sii casta e non buttarti via con gli altri. Sii amichevole e più controllata - se è necessario- alone “ donna del mistero“ calma, gentile, lievemente sconcertata dagli scandali piccanti. Tieni per te i tuoi guai, non blaterare troppo [...]”


Ma nei momenti di forte tensione, quando, perseguitata dal suo doppio, inizia a sperimentare un senso di colpa nato dalla convinzione di non essere perfetta, anziché cercare di trovare una formula per lottare contro un Sé sadico e rigido, si abbandona agli impulsi autodistruttivi che descrive nel suo diario:


“Tu sei talmente ossessionata dal bisogno sempre più incombente di essere autonoma, di affrontare l’enorme, gigantesco mondo [...] e tu devi essere capace di farti una vera e propria vita creativa da Sola [...] Sei un’ipocrita incoerente molto spaventata, devi costruire barriere tra te e il mondo [...] Smettila di pensare egoisticamente a rasoi e autolesioni e a uscire e farla finita”


 
09 Luglio 2007

La felicità è dietro l' angolo...peccato che il mondo sia tondo

" Lazzaro alzati e cammina".
Faceva così no?
Danielle sosteneva l' arte di amare all' inverosimile. -Esco a fare sue passi-  diceva alle sue compagne d' appartamento e non tornava più. Due tre ore. Due tre giorni, la distanza nei tempi si dilatava in relazione al carico d' intensità che il corpo estraneo entrato dentro di lei produceva in quella sintesi. Erano gli spazi senza promesse e senza rimpianti che davano fiato ai suoi ricordi, che la tenevano intenta ad attraversare felice i giorni.
Conobbe Luis cinque anni fa. Uscirono a cena, si baciarono. Fecero l' amore. Fu giusto così. Nulla di che. Nulla che non potesse rientrare nel termine normalità. Le apparve Luis e Danielle normale in quel momento e si lasciò possedere in superficie.
Le madri uscivano a prendere il caffè.
Le cene delle famiglie rispettive scandivano un quieto inganno. I sorrisi, le telefonate, le ore di marzapane, dolci e commestibili alle quali dare la forma più giusta per nascondere quel che dire non si poteva.
Danielle non era sempre stata così.
Venne un giorno in cui si ritrovò spogliata di ogni difesa. Nuda, sotto una pioggia insistente e calda, un' acqua appiccicosa e maleodorante che leccava viscida le lacrime comparse in volto, il seno triste, i fianchi e il ventre soli. Rimase sotto quella pioggia per settimane intere e attese in silenzio,aspettò  che tutto quell' odore svanisse, che tutta quell' umiliazione si asciugasse dalla pelle del suo corpo, che quel calore sbagliato piano piano l' abbandonasse. D' un tratto le caviglie divennero doloranti, le ossa le si sbriciolarono da dentro e il corpo pesante d' acqua putrida cadde al suolo. Le teste dei curiosi attorno scattarono sincroniche con lo sguardo a lei rivolto e poi in un attimo secondo tornarono alla loro di normalità. 
" Lazzaro alzati e cammina" disse una voce.
Danielle non ascoltava più
Danielle non distingueva più cosa delle voci le piacesse e cosa no, cosa di tutte le voci fosse per lei e cosa no, cosa tra quelle voci era da ascoltare per far smettere la pioggia putrida e cosa no. Danielle non distingueva e nel terrore dell' errore di lasciava a terra dolorante e stanca.
   

 
29 Giugno 2007

 
14 Maggio 2007

shh

 
28 Aprile 2007

Aspettavo l' autobus

..seduta.. c' era una bimba che mi camminava accanto e voltandosi verso la nonna ha esordito: " Nonna sai.. l' amore è più grande di noi. " E' talmente vasto che cercandone il senso lo perdiamo. Credo di non essere più innamorata. Per paura forse.
 
19 Aprile 2007

"Non ti curar di loro ma guarda e passa"

Forse davvero non mi schiererò mai.                                
Ignava.
O forse sarò vita natural durante schierata al fianco di mio padre nel giusto e nell' errore lui è il mio senso alle cose.
Ho terminato le mie quasi dieci ora di lavoro e la fatica lascia il posto al pensiero di dover fare la lavatrice, cambiare le lenzuola, sistemare il frigo, fare la doccia dare una mano a me stessa a convincermi che stare accanto a mio padre sia la cosa giusta da fare anche domattina... non pensare alla scuola, al mio futuro a me stessa ma dedicarmi a quella famiglia che mi ha generata e da cui sento il bisogno di fuggire.
Vorrei abbandonarli, in fondo al cuore vorrei dimenticarli, perchè so chiaro dentro che non sono loro la chiave di lettura della mia esistenza. Mi hanno creata ma ho una proiezione del tutto differente dalla pozza di vita che si sono disegnati attorno.
Mi sento sempre troppo diversa nonostante sia carne della loro carne.
Non vorrei dei genitori diversi,vorrei solo non avere alcuno a cui dover rendere conto, nessun dito giudicante nessun animo claudicante, nessun pensiero molesto e irritante puntato nella mia direzione. Non ti curar di loro ma guarda e passa. In questo viaggio senza vinti, nè vincitori c'è solo il ricordo di attimi meravigliosi trascorsi accanto a promesse eterne d' amore che rinnova ogni istante il suo necessario premere sul miraggio. La mia isola c' è la sento davvero, ne sono sicura, c' è quel punto in cui mi ricongiungerò a me stessa... devo solo abbandonare sulla strada alcune cose che non mi servono.... sto comunque crescendo in forza ed è ciò che mi serve ora.

 
06 Aprile 2007

sto tornando

...e sarò più velenosa e violenta d' ogni cosa a cui prima potevo rassomigliare.
Oggi il mondo mi ha sventrata .... sono pronta ad infilare le mani nel globo per rigirarne le viscere.
 
19 Marzo 2007

Mille zero mille.

C' era, non c' era lontane le mani diritte tese a portare ogni cosa,
c' era non c' era l' orizzonte di quello di cui nella testa già gioivo
c' era non c'era l' impronta di passi chiari
c' era non c' era il profumo di piccole rose selvatiche, c' era non c' era ruvida la necessità di un cammino posto dinanzi
e poi c' era non c'era l' ombra di me,
amanti violenti di parole,
mentre la luce s' affievoliva cresceva l' iperbole di una fame improvvisa
nutrita di sguardi
siamo così diversi
nati forse dagli opposti del mondo sferico e di giudizi denso
non ho nulla da temere
ora
che le gambe ingorde tremano
ma è il piacere a scrivere dalla punta delle dita.
Le succhiavo godendo quelle gocce d' inchistro impavido,
tu,
che non hai avuto paura a guardarmi così
sognerò ancora te stanotte.
 
14 Marzo 2007

Ho ancora molto da dire

Morsicami

Come parli male... non parlare più. Se devi tagliare le ali, taci, se con le tue parole strappi a morsi la mia voglia di esistere nelle cose e di lasciare queste esistere in me abbracciati. Taci. Perchè il rumore delle carni lacerate, l' abbandono che tu fai d' ogni pensiero intimo è crudele, quanto la lama affilata dell' indifferenza di chi crede di non avere responsabilità alcuna per quanto riguarda la rovina dei mondi.
Fiata soltanto per sussurrarmi dolci parole, emetti un sussulto lieve soloper accarezzarmi, per prendermi la mano e in silenzio guidarmi verso .... nella distanza che a me manca. Non osare compierti in un gesto d' ira, non osare trascinarmi nel delirio dell' amarezza, dello sconforto, del male infinito delle folle tumultuose che d' improvviso si risvegliano nel luogo imprecisato dll' incubo. non osare distogliere il mio sguardo dal sogno, perchè ,. benchè io mi muova lenta ho un unica direzione, e sarà l' arrivo più vicino ad essa che a qualunqua altra inutile, marcia, putrida, purulenta, piaga umana.

Esame passato

Leggera  e forte come nell' attimo in cui rendi consapevole a te stessa la tua presenza---- passerò ogni attimo di questa giornata a filosofeggiare già lo so... w l' esistenzialismo e w Gianluka che mi trascina a fare il corso di scrittura creativa... c'è anche il sole e stasera vedo il mio amore.... sembra tutto un sogno.

C'è da dire un' altra cosa... Piero da oggi dovrà avere la forza di comprendere quanto l' esistere a volte non trovi ragione d' essere. In realtà sai che sono al tuo fianco, ora più che mai le ali di tua madre si sono spiegate al vento profumato della vostra terra per lasciarla libera di compiere il viaggio più bello che conosciamo... e nascendo dimentichiamo... ora c'è una forza nuova in te e presto la sentirai, avrai due cuori, sopratutto in questi giorni, avrai uno sguardo nuovo dentro che ti farà a volte pensare cose a cui non avevi mai pensato prima. Ora lei vive in te  e nel ricordo di quelle braccia che ti hanno sostenuto e cresciuto fino a renderti l' uomo speciale che sei. Condoglianze è una brutta parola... preferisco ti abbraccio. Con affetto Cinzia
 
12 Febbraio 2007

Esuberi

C' è chi dice male della vita e delle cose. Ostacoli messi al pensiero. Non mi piace fingere ma sebra accadere sempre più spesso. Quindi qualcosa non va. Il suono distorto delle chiacchiere nella mia testa mi stanca. C' è qualcosa che si sta risucchiando ogni mia energia e non è il lavoro, non è lo studio non è il fatto che non ho i soldi per divertirmi o comperarmi un nuovo inutile paio di scarpe----




c'è qualcosa oltre tutto questo che mi infastidisce. Come se fossi io stessa ad impedire ora alla vita di accadere. Come se avessi qualcosa di colloso e pesante attaccato alle ali che mi trattiene a terra.
E da quì tutto scivola giù. Rivoglio la mia libertà.... non mi sento più serena ad aspettare che tutto si risolva.
 
24 Gennaio 2007

...

 
 
28 Dicembre 2006

eSPIAzioni

  Era la sua colpa aver fatto male i calcoli.
L' unica colpa da espiare
fu il fatto d'aver fatto calcoli.
 
27 Dicembre 2006

Scambi

Si gonfia di freddo l' acqua nella fessura

il gelo ora diventa fendente e incrina rocce d' anni imponenti.
" Prestami le ali, ti offro un caffè"

D' accordo.
Nel gesto di stringersi la mano ho compianto immensi attimi di solitudine.
Fu un accordo sbagliato, ora che ci penso, ero sovrapensiero.... le ali le ho prestate ch' ero in volo.


ESISTENZIALISMO

L'esistente si scopre così condannato ad esistere sempre al di là della propria essenza, cioè 'condannato alla libertà' come continuo trascendimento di quel che esso di volta in volta é: ' non siamo liberi di cessare di essere liberi '. E da qui nasce la tendenza a fuggire da se stessi, evadendo dalla propria libertà e responsabilità e reificandosi, cioè riducendosi ad una cosa tra le altre: é questa la malafede , con cui si costruisce un'immagine fasulla di sè e della propria condizione, e si recita una parte. Questa parte consiste nel mentire a se stessi, ma non si tratta di una menzogna deliberata, dato che il me che viene ingannato fa parte dello stesso io che inganna: si genera così una scissione che crea infelicità. La coscienza incontra l'essere non solo nella realtà massiccia e opaca delle cose, ma anche nell' altro , nell'altra coscienza, e mediante essa le si presenta la speranza di poter evadere dal proprio stato di mancanza. Ma anche l'essenza dell'altro é negazione: esso é ' l'io che non é me ' . Anche il rapporto con l'altro é, dunque, segnato da una netta negatività. L'esperienza originaria tramite la quale si istituisce questo rapporto é data dallo sguardo , nel quale l'altro mi appare in un primo tempo come una cosa, poi come una cosa che ha rapporto con altre cose e, infine, come l'altro che mi guarda. Col suo sguardo, l'altro conosce me meglio di quanto io possa conoscere me stesso, dato che io non posso mai oggettivarmi, distanziarmi come un oggetto da me stesso. In questo modo, arrivo alla conclusione che ' io sono quel me che un altro conosce ' e mi sento trasformato in un oggetto inerme e nudo davanti all'altro. Con lo sguardo, l'altro aliena le mie possibilità, cosicchè non sono più padrone della situazione: affiorano così le emozioni del timore, del pudore, della vergogna, dell'orgoglio. I rapporti tra l'io e l'altro, cioè i rapporti tra le coscienze, sono dunque, nella loro essenza, conflittuali e Sartre può ironicamente affermare che ' l'inferno sono gli altri '. ....Jean - Paul Sartre. Deleuze, Spinoza, Sartre... perchè Desiderio è la ragione creatrice d' ogni cosa, che combina elementi diversi, d'anime e mondi, presagi e strette di mano in un unico grande implacabile destino che sei tu, io , ogni cosa abbia coraggio d' essere esistere e desiderare.
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